mercoledì 27 maggio 2020

AFRICA QUEEN



I restyiling non sono mai piacevoli: ti fanno sentire vecchio e soprattutto non sono come l’originale. Deludono sempre.
Con questo spirito mi approccio a provare due varianti della nuova Honda Africa Twin 1100: la versione BASE e la ADV Sports


Per entrambe l’estetica è accattivante, la versione 2020 si mostra subito più snella delle precedenti: la sella stretta alle cosce ma ampia nella porzione posteriore è comoda da seduti e permette di toccare terra anche per chi, come me, gode di scarsi 166 cm di altezza.
Il telaio stretto, ma il serbatoio ampio, danno la sensazione di avvolgere saldamente i 102 cavalli, docili ma potenti.
Il manubrio ampio da sicurezza.
Tutto questo si evidenzia al primo semaforo, quando, in attesa del verde, gioco a non appoggiare i piedi per terra: sorprendentemente bilanciata.


La versione BASE ha un serbatoio da 18,8 litri e 102 cv, il cambio è il classico a pedale e frizione, come ai bei vecchi tempi. L’agilità è percepibile sia nelle manovre in città sia sui tornanti. Il cambio è rapido e silenzioso: forse potrei cambiare anche senza frizione.
226 kg di moto: agile e brillante.
Accidenti, mi sono dimenticata che è la versione nuova di un vecchio modello e mi sono innamorata del restyling. Ma non doveva essere deludente?

Mi butto sulla ADV.


Forse la tecnologia moderna deluderà una motociclista vecchio stile come me.
Questa nuova versione monta il DCT (Dual Clutch Trasmission): nooo..il cambio automatico nooo (sentenzio dentro di me) mentre Stefano, della concessionaria di Brescia, mi spiega ben benino tutto il po po di automatismi ed assestamenti che il computer mi può dare, io intanto non lo ascolto, ho già memorizzato tutto quando ho guidato il modello L1, la strumentazione è uguale.


PULSANTIERA DI SINISTRA  per selezionare:

  • 4 setting di guida predefiniti: giro turistico, fuori strada, urbano e ghiaia (questo lo devo assolutamente provare)
  • 2 setting personalizzabili (utente 1 e 2)
  • potenza del motore
  • controllo di trazione
  • anti impennamento
  • ABS
  • sospensioni.

 Si aggiunge solo la PULSANTIERA DI DESTRA:

  • tasto per passare dal cambio automatico al sequenziale
  • tasto per mettere la moto in neutral
  • tasto per le sospensioni che sono regolate elettronicamente (1 o 2 persone, con o senza valigie) 

Il serbatoio sale a 24,8 litri e con lui il peso arriva a 248 kg ma la potenza resta uguale (102cv), come l’altezza della sella da terra.


L’aumento del peso non cambia l’agilità, ne tanto meno il bilanciamento in surplace ai semafori o nel traffico cittadino.
La testo sui tornanti: faccio fatica con il cambio automatico, quando vuole cambiare lui non è quando voglio cambiare io.
ok è arrivato il momento di usare il cambio sequenziale. Quelle due levette poste alla manopola sinistra hanno solleticato la mia curiosità fin da subito.
INDICE aumenti la marcia
POLLICE scali
FANTASTICO: mi sento un pilota di formula 1
Il cambio è preciso e senza strappi, non si sente nemmeno l’inserimento della nuova marcia, semplicemente la moto è pronta e reattiva come la desidero io ed in più, la stabilità sulle pedane è aumentata: non mi devo occupare del piede sinistro, poiché la leva del cambio è alle dita.
100 km di test sono più che sufficienti per imparare ad usare perfettamente tutta la strumentazione anche senza guardare i tasti.
ma sapete quale è stata la chicca più bella? 
La notte si accende una luce supplementare che illumina l’interno curva ogni volta che pieghi e si spegne quando raddrizzi.
Inoltre l’abbagliante, se ti avvicini troppo al mezzo che ti precede, si abbassa da solo.


Non è fantastica la tecnologia?
Questo è il mio personalissimo parere ed esperienza.

Ah... dimenticavo... il setting GHIAIA ti mantiene stabile in quelle situazioni dove non sai mai quanto frenare e quanto accelerare: in fondo non siamo mica tutti Tony Cairoli.

Bene. Spero vi siate divertiti.


Io tantissimo.
Come? ...la frenata? ottima! Avevate dubbi?

Grazie Africa Queen ..sei proprio una regina.






Ringrazio la città di Brescia per gli splendi scorci
Gli amici per la bella passeggiata nella valle del Brenta
ed il fotografo: mi son sentita una modella (che fatica!)

michelebianchi78@libero.it

venerdì 22 maggio 2020

SEI UN MITO ?

Ieri mi hanno chiesto di scrivere di me: di presentarmi. Mentre rileggo quel breve articolo mi rendo conto che è orribile: mi da molto fastidioso leggere la descrizione di me.
Non chiedetemi chi sono: sono solo una persona che fa quello che le piace.
Non mettetemi sugli altari: li ci stanno i crocifissi ed i martiri.
Non citatemi come modello: potrei essere accusata di essere una che, con il suo "IoParto", semplicemente fugge.
Ciò che sono non serve.
Forse potrebbe essere utile ciò che faccio. Ma ognuno trae, dall'esperienze che affronta in questa vita, un insegnamento.
Vi auguro di imparare in fretta che, nella vita, non ci sono maestri da seguire, ma esperienze da vivere.

lunedì 16 marzo 2020

MI MANCA IL CAMICE

La scelta di guardare i miei vuoti, anziché riempirli aprendo il frigo, mi a portata a sentire la mancanza del mio lavoro.
Pensavo fosse il desiderio di sentirmi utile in un'emergenza come questa.  No.
Pensavo fosse la mancanza di soldi di cui tutti parlano. No.
Ho pensato che mi mancassero i pazienti, in quanto voglio loro molto bene. Scusatemi ma ... No.
Accidenti.
Lo guardo appeso e comprendo: mi manca il camice.


Il camice, come tutte le divise, veste e  riveste un ruolo.
Indossandolo, la persona di fronte a te ti identifica, ti autorizza a dire la tua opinione, sulla salute.
Il camice ti rende figo.
Soprattutto ora che tutti escon sui balconi ad applaudire, ad applaudire il camice.
Si lui: il camice.
Non tu medico che stanco sbotti dinnanzi alla ennesima fake news. No. Tu dentro i social non hai il camice e se sbotti, senza il camice, sei un rompicoglioni.
Mentre tu, si tu, proprio tu, che hai condiviso una cazzata solo perché ti sembrava scrita bene, tu, professionista in un'altra categoria, tu insulti il medico perché non vedi il suo camice.
Bhe ..sappiate che i medici, infermieri, ausiliari, fisioterapisti e tutti gli altri professionisti, anche i barrellieri e chi pulisce le sale, quelli non condividono le vostre cazzate, perché tu puoi comprarti un camice, ma non la loro professionalità. 

domenica 15 marzo 2020

internet

Le informazioni sono importanti. 
Oggi internet le diffonde a tutti, senza creare differenze .
Con una velocità pari a "in tempo reale" sappiamo cosa qualcuno scrive dall'altra parte del mondo.
Ma cosa sappiamo della attendibilità di queste informazioni?
Non abbiamo la possibilità di verificarle.
Cosa posso fare per arginare questo eccesso di informazione che diventa disinformazione?
Prestando molta attenzione a quel che dico, scrivo ma anche penso.
Il mio pensiero ed il mio stato d'animo portano l'attenzione su una parte della realtà che, magari, non è quella globale o quella che serve.
Vi scrivo un esempio concreto.

A Brescia ieri è scoppiato il caos perché qualcuno ha detto: "all'ospedale han bisogno di coperte"
Sono arrivati centinaia di generosi cittadini in pronto soccorso. Impegnando i sanitari nel contenimento di questa onda di inutile generosità.
State calmi.
Il nostro unico compito è  restare in salute.

Vi allego il documento ufficiale.
Ripeto.
Il nostro compito è restare in salute.
Solo così potremo aiutare i medici.
LASCIAMOLI  LAVORARE.
USIAMO LA TESTA

LA MIA VISUALE

Voglio farvi guardare le cose dal mio balcone. Con la speranza che le vediate con il mio stesso spirito.
Vedere le strade tranquille, sentire gli uccellini cantare e soprattutto, cenare in balcone mentre mi ascolto un concerto quasi privato, mi stanno facendo bene durante questo mio nuovo viaggio.

Ogni sera, i ragazzi, del palazzo di fronte, fanno un piccolo concerto di un'ora, forse anche meno.
Il bello è che ci ritroviamo tutti fuori. Chi alla finestra e chi al balcone.
C'è chi applaude e chi chiede: "com'è andata la giornata ?"
  😄   😆

Adoro mostrarvi la vista dal mio balcone: mostrarvi la vita da un altro punto di vista.

Come operatore della salute conosco bene gli effetti della paura sul sistema immunitario.
Continuare a fomentare terrore non aiuta.
Questi ragazzi stan diffondendo musica e quindi un momento piacevole.
Aumentiamo questi momenti.
Facciamoli crescere in modo da lasciar lavorare tranquilli i medici.
Ogni tecnica appresa in questi anni acquisisce un senso, una utilità.
Ogni talento diventa una fonte di sostegno: usiamola.
Un abbraccio 

G R A Z I E

sabato 14 marzo 2020

NOI E L' ISOLAMENTO

In un periodo cosi intenso tutti i nostri pregi e difetti vengono aumentati.
È facile trovarsi attaccati al frigo per quella necessità di riempire il senso di vuoto.
Decido di valutare due opzioni.
CEDO / RESISTO.

CEDO
Lo conosciamo tutti, soprattutto se abbiano riempito la dispensa di cibo già pronto da mangiare: patatine, maionese,  cioccolata, pizzette.
Oddio mi è  venuta fame solo a scriverlo.

RESISTO
Lo interpretiamo come una rinuncia, un sacrificio ..ma forse la parola sacrificio ha proprio questo significato: sacro-fare.
Allora il resisto, la rinuncia, diventa un motivo di riflessione.

La domanda è  pesante, proseguite solo se siete disposti a cercare la risposta

QUALE È IL VUOTO CHE LA MIA ANIMA STA URLANDO?

il mio vuoto lo conosco.
Voi? Siete pronti ad esplorare il vostro o preferite qualche kg in più  a fine isolamento?

domenica 1 marzo 2020

GARA si parte ?

Una gara di 80 giorni attorno al mondo
Questa è la gara a cui ho intenzione di partecipare.

È  arrivata poco fa la mail che tanto attendevo.

Non ci posso credere.

RINVIATA  ALL'ANNO  PROSSIMO


mi sembra di essere il cattivo di un vecchio cartone animato: "la prossima volta? Ma quale prossima volta. Io voglio subito."